| > Rosella Ghezzi "Napoli naïve
tra pop
art e fumetto" in CORRIERE DELLA SERA, 10 Maggio 2006. |
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Forme piatte e semplificate con stile fumettistico, definite da colori accesi e da contrasti vivacissimi, riprendono la celeberrima vista del golfo di Napoli, con il Vesuvio sullo sfondo, cieli punteggiati da costellazioni immaginarie e anche omini con valigie, quali incarnazioni dell'emigrante senza radici e pomodori rossi e polposi. Sono i soggetti ricorrenti nei dipinti di Gennaro Cicalese, che trasforma le icone e i simboli partenopei più stereotipati in immagini accattivanti ed ironiche, tra naïf e pop napoletano. Nell'atmosfera informale della galleria Spazioinmostra, sono in mostra una trentina di lavori, collage, oli e acrilici su tela, realizzati dal 1986 a oggi. Riproduzioni a olio di vecchie pubblicità, dove Cicalese trasforma il senso degli slogan giocando con il significato delle parole, sono esposte accanto ai più numerosi collage, ottenuti con assemblaggi di carte varie. Biglietti di treni e metrò, scontrini e ricevute di pagamento, dollari veri e falsi si modellano nei contorni geografici dell'Italia, fornendo una inattendibile mappa meteorologica; oppure si compongono ordinatamente, quali memorie di viaggi e migrazioni che evocano la stessa storia del pittore napoletano. Un bagaglio di ricordi racchiuso nella valigia simbolica dell'onnipresente omino-viaggiatore, a volte in fuga da una Napoli notturna, costellata di luci; o smarrito nei labirintici tracciati che ricostruiscono le topografie di città inventate. Con ironia anche le etichette dei pelati, disposte a raggiera, si trasformano nei petali di un fiore e nelle foglie di un'improbabile «pianta del pomodoro».
...Per Gennaro Cicalese l'essere umano è luogo. Nelle fotopitture digitali i volti si dissolvono in pixel, i tratti somatici si sciolgono in colore fino a trasformarsi in una sorta di mappa geografica. In modo diverso, ma con la medesima intensità, anche nella serie di figure bicrome esce forte il senso dello spazio: sempre vissuto in modo dinamico, in movimento. Le figure sono attraversate da linee che s'intersecano come fossero strade - luminose - dell'Io...
| > "Un napoletano a Milano"
in IO DONNA, N°41 - 9 ottobre 1999. |
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Chiedete Cicalese... Certo, subito e con grande entusiasmo, ma dove? Tra i suoi luoghi (pittorici) il rischio è non beccarlo mai. E sarebbe davvero un peccato...Come i suoi emigranti (grintosi e ottimisti nonostante la malinconia e la lacerazione), Gennaro ha lasciato Napoli, ma la città che ha raggiunto è fascinosamente virtuale, una toponomastica intrigante di incroci tra avenue parigine e strade milanesi, street londinesi e avenide madrilene. Trovarlo in quel traffico, poi, nell’ingorgo delle sue improbabili utilitarie, disorientati da permessi per sostare sempre altrove, dopo aver pagato ingressi per sempre altri film, con in tasca biglietti di treni in partenza sempre da stazioni diverse... Forse è più facile inseguirlo danzando sui fili tesi dei suoi equilibristi. Ma è solo affascinante spaesamento di luoghi mentali, di viaggi su tele, per fortuna.Globe trotter nello spirito e nelle curiosità/esplorazioni/esperienze d’artista davvero internazionale, Cicalese si confessa bradipo, tendenzialmente stanziale, con una realtà spazio-temporale dal lento scorrere. Una lentezza che è il meraviglioso sapersi dosare i propri tempi, vivere fino in fondo le proprie emozioni, gustare l’amore, il cibo, l’arte, concedendosi l’unico lusso che a Gennaro importa davvero: scandire la vita con i propri ritmi, facendo bene ciò che deve fare, con quel tanto di ironia che permette di tirare avanti aiutandosi con lo sberleffo.Proprio in questo il napoletano sensibile e intelligente che è in lui si svela e riconosce, si inorgoglisce e resiste vittorioso, a dispetto degli anni emigrati. Più ancora che nell’uso, più profondo che poppartiano, dei collage delle etichette di rubicondi San Marzano pieni del suo sole (non a caso, prodotti per l’esportazione in New Jersey) più ancora che nei suoi Vesuvi, a Milano costantemente impennacchiati da un ricordo di eruzione.
| > "Un regalo prezioso" in IL MIO COMPUTER, Marzo 1998. |
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| > Sabrina CIOCCA "Intown arts"
in BRAIN, n.2, Novembre 1996. |
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| > R. Cascone "Traffico infantile"
in VOGUE Bambini, n.124, Gennaio/Febbraio 1995. |
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| > G. Russi "L'ironia dei Patafisici"
in AMICA, n.21, Maggio 1994. |
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> "Kunstlerische Ultimatum"
in KUNSTFORUM INTERNATIONAL, Bd.117, 1992.
| > "Gennaro Cicalese" in FLASH ART, n.161, Aprile/Maggio 1991. |
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> A. Micaletti "Spray"
in JULIET, n.51, Febbraio 1991.
| > G. C. "Gennaro Cicalese" in GAZZETTA DI PARMA, 19 Febbraio 1991. |
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| > Daniela Falsitta, "Ritratti di un
mondo pazzesco" in INTERNI, n.410, Maggio 1991. |
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| > Alessandra Galletta, "Gennaro
Cicalese" in TITOLO, Anno II, n. 4, Primavera 1991. |
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> M. Tartaglione, "D'AMMORA CICALESE DI SERA"
prefazione al catalogo dell'omonima mostra, C/mare,
1986.